Cavigliera sportiva: come scegliere la migliore per te


Ci sono in commercio tanti tipi di cavigliera sportiva che variano tra loro in base alla forma ed alle dimensioni. Vediamo come scegliere quella giusta.

Innanzitutto c’è da dire che una cavigliera sportiva si può trovare nei negozi specializzati articoli sportivi, online oppure in farmacia. Ma non tutte le cavigliere sono uguali ed, a volte, può essere difficile scegliere quella giusta se non si sa bene cosa cercare.

Come funziona la cavigliera sportiva?

La cavigliera aderisce e comprime la caviglia. Questo particolare tipo di tutore permette il movimento e lo svolgimento delle normali attività quotidiane riducendo i rischi di traumi e distorsioni. La maggior parte delle cavigliere sportive da calcio o basket o per qualsiasi altro sport, infatti, sono costituite di materiale elastico e si adattano alla caviglia.
Queste permettono di sentire meglio la caviglia, ma non danno alcun sostegno reale. Possono essere utili per distorsioni della caviglia lievi. Infatti, queste funzionano dando compressione e maggiore propriocezione ma non dà un effettivo supporto strutturale.
Non importa che tipo di infortunio si è verificato alla caviglia, quando si acquista una cavigliera bisognerebbe prenderne una che circonda completamente l’articolazione.

Tipologie di cavigliera

Una buona cavigliera abbraccia completamente la caviglia e dovrebbe essere regolabile in base alle dimensioni. Questo perché lo scopo principale di una cavigliera sportiva è quello di mantenere l’articolazione stabile durante lo sport.
Vi sono, poi, alcuni tutori che non circondano completamente la caviglia, ma coprono solo i malleoli. In questo modo possono dare un sostegno, ma non forniscono sufficiente compressione, quindi la funzione di propriocezione dell’ortesi è limitata.
Inoltre, è bene tenere presente che le cavigliere sportive di fascia bassa per la caviglia si trovano nei centri commerciali e nei negozi di articoli sportivi. Le cavigliere di fascia alta devono essere ordinati online oppure si trovano nei negozi sanitari specializzati. Dunque, in caso di grave disturbo alla caviglia, bisogna rivolgersi al medico il quale sarà in grado di consigliare il tutore più adatto.

Detto questo possiamo sostenere che ci sono tre tipi di cavigliera:

  • con lacci – si tratta di un tutore semirigido ed è composto da nylon o plastica. Il vantaggio di questa cavigliera sportiva per legamenti è che si può stringere in base al comfort di chi lo indossa. La struttura semirigida permette più flessibilità rispetto a un tutore rigido e può essere utilizzata come prevenzione per le prime gare che si svolgono dopo una distorsione di caviglia. E’ una tipologia di cavigliera sportiva usata nel calcio e nel basket.
  • post-infortunio – si tratta di un tipo di cavigliera rigida. Queste all’interno sono piene d’aria o di gel con due stecche in plastica che si trovano ad ogni lato della gamba. C’è una cerniera che permette la flessione plantare e dorsale (piegare la punta del piede verso il corpo o verso il pavimento). Questa cavigliera sportiva per legamenti è utilizzata principalmente per far assorbire il gonfiore e prevenire i movimenti di rotazione della caviglia. Ovviamente, data la loro rigidità, non sono adatte alle attività sportive.
  • rigida – vi sono due tipi diversi di tutori rigidi, con le fasce o con i lacci. Queste ortesi possono essere utilizzate mentre si svolge la riabilitazione dopo un infortunio. Le Staffe permettono alla caviglia di muoversi verso l’alto e il basso, inoltre proteggono l’articolazione dalla rotazione eccessiva. Questo tutore ha un alto livello di protezione ed è un tipo di cavigliera sportiva tipica del basket e della pallavolo, sport in cui avvengono salti frequenti.
  • tutore notturno – si tratta di un tipo di tutore per la fascite plantare che allevia il dolore della fascia o dello sperone calcaneare di giorno e di notte, mettendo in tensione delicatamente il piede. E’ stato dimostrato che questo tutore è molto più comodo da indossare poiché è meno ingombrante e non spinge sul tallone dove la maggior parte dei pazienti sente dolore.